martedì 3 giugno 2008
...pensieri...
Probabilmente in pochi capiranno qst sfogo, o forse nessuno, meglio... non c'è niente da capire, solo da vivere, aspettare e vedere ciò che la vita ti può offrire!!!
sabato 31 maggio 2008
tiriamo le somme?!?
Una parola per riassumere il mio commento sul corso: INDESCRIVIBILE... talmente diverso dagli altri corsi fatti da uno solo che parla e gli altri che seguono... qui tutti parliamo e tutti seguiamo!!! magari fossero tutti così i corsi...
P.S. anche se l'esperienza di informatica sta finendo, io non abbandonerò qst blog perchè ormai è diventato parte di me... se all'inizio mi dicevo: "non sono mai riuscita a tenere nemmeno un diario, figuriamoci se posso tenere un blog.." adesso dico: "mi impegnerò a portarlo avanti..sicuro!"
sabato 10 maggio 2008
...I Have A Dream...
Beh, devo dire che il Prof. de Bernard ha detto cose stravere ma che cmq per molto tempo ancora rimarranno solo utopia!!!
Penso che ormai sia inutile ribadire quanto il rapporto maestro-allievo, se non in rarissimi casi, sia fatto solo di parole, parole soltanto parole…
Nella mia carriera scolastica ho conosciuto solo uno, al massimo due insegnanti con cui questo rapporto si sia risolto in un rapporto sincero di affetto, amicizia, stima che dura ancora oggi dopo diversi anni… In relazione alle mie esperienze, penso che il rapporto maestro-allievo, per essere produttivo al massimo, debba riflettere alcuni capisaldi riassumibili in poche parole sparse: STIMA, RISPETTO, AMMIRAZIONE, PASSIONE…
L’allievo deve rispettare il suo maestro e affidargli tutta la sua stima, in quanto questo è necessario per accettare il suo insegnamento; l’allievo ha bisogno di ammirare il suo maestro perché questo crea la volontà e il desiderio di ricevere l’insegnamento del maestro stesso. Allo stesso modo il maestro deve rispettare il suo allievo e trasmettergli l’amore che lui stesso prova per la sua disciplina e desiderare che questa appassioni anche l’allievo..
Nella maggior parte dei casi, però, ho riscontrato una situazione simile a quella descritta da Charles Dickens in “Hard Times”: gli studenti sono visti come “little pitchers to be filled so full of fact and figures”. E con amarezza devo dire che questo succede anche, forse soprattutto, all’università. I docenti ci trattano come contenitori da riempire di nozioni che per la maggior parte, dopo l’esame, saranno dimenticate; ci tirano e sbattono i libretti in faccia se un esame non è stato brillante, ci bocciano all’esame se invece di usare un certo termine usiamo un sinonimo dello stesso o se non ci ricordiamo una minima cosa…
Non che questi atteggiamenti appartengano a tutti…ma alla maggior parte sì!! Ma io mi chiedo, visto che siamo in una Facoltà di Medicina, si rendono conto questi docenti che un domani avremo a che fare con dei pazienti? Come li dovremo trattare? Certamente non come ci insegnano loro! Sicuramente non sbatteremo loro una ricetta nel viso, non li riempiremo di paroloni incomprensibili per spiegare ciò che hanno ma cercheremo di instaurare con loro un rapporto di FIDUCIA e STIMA reciproca. Allora perché i docenti ci insegnano tutt’altro?
Un medico deve essere sintonizzato sempre su una frequenza, sempre in ascolto, pronto a mettersi nei panni degli altri e una delle sue qualità essenziali deve essere l’interesse per l’uomo in quanto il segreto della cura del paziente è averne cura. In primo luogo è importante per il medico saper ascoltare, sapersi fare recettore di tutto ciò che un paziente porta, deve “raccogliere nella cartella clinica del paziente non solo i dati ovvi (nome e luogo di nascita, precedenti malattie ecc.) ma anche altre informazioni […] non basta raccogliere i fatti salienti sullo stato attuale morboso, ma anche, che è altrettanto importante, ricevere dalla conversazione informazioni sullo stile di vita del paziente, il vissuto nell’ambiente familiare e\o di lavoro, il suo modo di affrontare il “mestiere di vivere”, ricordando che il corpo e la mente sono inscindibili e che il primo è lo specchio della seconda” (cit. dall’intervento del Prof. De Bernard).
Inoltre, il medico deve saper comunicare, spiegare al paziente con un linguaggio accessibile la sua eventuale malattia, il senso degli esami che affronterà e l’iter terapeutico che andrà ad intraprendere.
Ma la cosa più importante è che il medico deve dimostrare UMANITA’ nei confronti del paziente e mettersi al suo pari abbandonando atteggiamenti di superiorità ricordandosi che siamo figli tutti dello stesso Dio e nessuno è un essere privilegiato rispetto agli altri!!
domenica 20 aprile 2008
SALSA!
Mi sono accostata a questo mondo circa due anni fa e, nonostante abbia frequentato solo per pochi mesi la scuola di danza, la salsa mi è entrata nel cuore e non appena sento un ritmo cubano non posso resistere… devo ballare, ballare, ballare!!! Peccato che scarseggino i ballerini!!!
Cmq in qualsiasi posto del mondo si nomini questa parola, tutti sapranno di cosa si sta parlando. Un ritmo caldo e piccante, che ti obbliga a muover le gambe ondeggiando. Salsa è, in realtà, un termine "ombrello" che comprende diversi ritmi caraibici e cubani come il Son, il Cha-Cha-Cha o il Merengue. Rappresenta più un sentimento che un ritmo o espressione musicale specifico. La Salsa non è sempre veloce e intensa; bensí può anche essere lenta, romantica o un mix di entrambi i tipi di ritmo.
Pur esistendo sequenze di movimenti predefinite, chiamate figure o coreografie, la concatenazione di queste l'una all'altra è basata sull'improvvisazione; sta quindi alla fantasia dei ballerini costruire i vari passi di danza durante tutto l'arco del brano.
Nei paesi d'origine, il ballo della salsa ha sempre fatto parte della cultura e dell'identità collettiva in modo molto radicato. La versione che ne è stata esportata nel mondo occidentale, ad uso delle scuole di danza, dei circoli, delle balere, è spesso "ripulita" e confezionata secondo lo stile della salsa da spettacolo, contrapposto invece alla salsa da strada, ovvero quella propria dei paesi caraibici.
Nella salsa da strada, ritroviamo infatti un modo di ballare legato all'improvvisazione estemporanea, a volte poco coreografico, e improntato soprattutto nei movimenti corporei effettuati in perfetta sintonia con il partner.
La salsa da spettacolo, invece, è più figurata e costruita, si dà maggiore risalto allo stile dei movimenti negli spazi e nei tempi "canonici" del ritmo, numerose sono le coreografie e le sequenze di passi codificate e acquisite come bagaglio personale dei ballerini; e a volte, ciò va a discapito della "spontaneità" istintiva nel sentire 'proprio' il ritmo e le vibrazioni musicali. Ad ogni buon conto, pregi e difetti sussistono in entrambi gli stili.
domenica 13 aprile 2008
Che cos'è l'amicizia?
Per me è un periodo un pò strano... pensieri strani... situazioni strane... e qst post cade proprio, come si suol dire, a fagiuolo!!!
Che cos’è l’amicizia?
"Che cos’è l’amicizia?
Cosa lega due amici tra loro?
Quando è vera amicizia e non semplice conoscenza?
Che cos’è l’Amicizia con la A maiuscola?
Come trovare la vera amicizia?
[...]
Vediamo un po’.
Wikipedia definisce l’amicizia come: “un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. È considerato uno dei più importanti stati emozionali, dopo l’amore universale, alla base della vita sociale, perché fonte di collaborazione al benessere comune, aiuto e condivisione di momenti importanti.”
Sul dizionario ho trovato la seguente definizione: “il legame affettuoso fra due o più persone, nato dalla consuetudine e da affinità di sentimento, tenuto saldo da una reciproca stima e considerazione.”
Per Cicerone l’amicizia “non è altro che un accordo perfetto su tutte le cose divine ed umane, accompagnato da benevolenza e da amore”.
Vediamo di trovare altri punti.
L’Amicizia è:
1) Condivisione di segreti e complicità
2) Affinità di natura e comunanza di ispirazioni
3) Passare insieme dei momenti unici
4) Condividere un giocattolo
5) Fiducia e intesa reciproca
6) Potersi rilassare e lasciarsi andare
7) Poter sempre e comunque contare sull’altro
8) Un sorriso al momento giusto
9) Parlare lo stesso linguaggio
10) Capirsi con uno sguardo"
Ebbene sì... questo post ha espresso in poche parole quello che penso io... ma forse quello che penso io è riferito semplicemente ad un concetto di amicizia idealizzato, non reale... sarà il caso, sarà quello che succede nella vita di tutti i giorni, ma penso realmente di non aver mai incontrato la vera amicizia... fino a pochi giorni fa ero convinta che esistesse ma adesso...non ne sono più sicura... Spero che andando avanti ciò che ho appena scritto si riveli sbagliato... spero che torni tutto come prima!!! (...a buon intenditore poche parole...)
A proposito di "I Care"...
ece... Una banda di clown, studenti di medicina e non, che si impegnano per portare un sorriso a chi purtroppo non ha più voglia di sorridere, che si impegnano a portare VITA a chi non ha più voglia di vivere!!! Ragazzi da ammirare, portatori e rappresentanti di quel principio "I Care"! Farsi carico dei problemi degli altri per provare a risolverli... Mostrare SOLIDARIETA' nei confronti di chi ne ha bisogno... Ma cosa più ammirevole, cercare di far star bene e far ridere persone che non stanno affatto bene!!!domenica 6 aprile 2008
Incancellabile...
(dedicato a G.)
A volte mi domando se,
Vivrei lo stesso senza te,
Se ti saprei dimenticare.
Ma passa un attimo e tu sei,
Sei tutto quello che vorrei
Incancellabile oramai!
Sembrava un'altra storia che,
Il tempo porta via con se,
Tu non lasciarmi mai!
Tu non lasciarmi!
E più mi manchi, più tu stai
Al centro dei pensieri miei
Tu non lasciarmi mai
Perché oramai sarai
Incancellabile
Con la tua voce, l'allegria
Che dentro me non va più via
Come un tatuaggio sulla pelle.
Ti vedo dentro gli occhi suoi,
Ti cerco quando non ci sei
Sulle mie labbra sento la voglia
Che ho di te
Così profondamente mio
Non ho mai avuto niente io
Tu non lasciarmi mai
Tu non lasciarmi
E più ti guardo e più lo sai
Di te io m'innamorerei
Tu non lasciarmi mai
Tu non lasciarmi,
Non farlo mai perché
Se guardo il cielo
Io sento che sarai
Incancellabile oramai oh no!
Tu non lasciarmi mai
Tu non lasciarmi
Incancellabile tu sei
Nei miei respiri e i giorni miei
Tu non lasciarmi mai
E si fa grande dentro me
Questo bisogno che ho di te
Tu non lasciarmi mai
Tu non lasciarmi
Tu non lasciarmi
Tu non lasciarmi
Oh no
E più mi manchi e più tu sei
Al centro dei pensieri miei
Tu non lasciarmi mai
Tu non lasciarmi mai
Tu non lasciarmi
Da sola senza te
Ora e per sempre
Resterai dentro I miei occhi
Incancellabile
LA MATEMATICA … CHE PASSIONE!!!
Devo dire però che, nonostante la Matematica sia FONDAMENTALE, non viene proposta nel modo migliore dalla stragrande maggioranza dei docenti… ne parlo per esperienza personale… lasciando stare il fatto che io, in 13 anni di studi, ho cambiato ben 8 insegnanti di Matematica (continuità zero), quasi nessuno è stato in grado di coinvolgermi più di tanto nelle lezioni… eh no… quasi tutti spiattellavano quelle formulette alla lavagna senza alcuna spiegazione, obbligatorio impararle tutte a mente per poterle applicare nel risolvere i problemi… PROBLEMI: la parola giusta… problema era capire come applicare quelle formulette oppure quale di quelle formulette applicare… lo stesso problema sarebbe decidere se mettere del sale o dello zucchero se non sai se fare un dolce o una torta salata!!!
“…è impossibile incrementare la motivazione alla matematica se la matematica non gode di valore, di attrattiva nella mente o nello spazio vitale di un allievo e se la relazione dell’allievo con l’insegnante di matematica è pessima. In questo caso un obiettivo della didattica della matematica è quello di far emergere, all’interno del campo dell’esperienza dello scolaro, la desiderabilità della matematica. Solo a questo punto nasce il piacere di risolvere esercizi di matematica.” (citazione da un articolo di Mario Polito, Apprendimento ed insegnamento secondo la Teoria della Gestalt)
No… non mi sono mai accontentata di quelle lezioni e, nonostante abbia sempre rispettato i miei professori (perché tutti i professori vanno rispettati), non li ho mai stimati fino in fondo… Devo doverosamente trarre fuori da questo discorso i due miei salvatori: la maestra Giuseppina B. (dei primi 3 anni delle elementari), la quale mi aperto gli occhi davanti alla Matematica (e non solo) e per prima me l’ha fatta amare, e il prof. Guglielmo I. (di V liceo) che dopo anni di insegnamento disastroso e di un atteggiamento ostile nei confronti della Matematica mi ha fatto riscoprire l’amore per essa!!! Infatti è stato lui la molla che mi avrebbe portato ad iscrivermi a quella facoltà: la voglia di raggiungere un grado di cultura come la sua, non indifferente, la voglia di risolvere qualsiasi quesito, la capacità di cercare strade differenti per aggirare un calcolo difficoltoso… Tutte cose che, a pensarci bene, sono riportabili alla vita di ogni giorno: saziare la voglia di sapere essendo comunque coscienti di non poter mai raggiungere un grado di sapienza infinito ma nonostante questo tentarci, come i Romantici tendevano all’infinito con un incessante Streben, un tendere perenne verso un qualcosa che va al di là dei limiti del finito.
La dimostrazione del fatto che non mi sono mai accontentata delle semplici lezioni scolastiche risiede nel fatto che io di Matematica non ho mai avuto un libro solo…. Quello mi hanno consigliato e solo quello ho comprato? NO. Assolutamente no! Basti solo pensare che per l’ultimo anno di liceo avevo 5 libri di Matematica in più… mica noccioline!!! Questa però sono io… non posso nascondere che molti dei miei compagni non ci mettevano le mani oppure le mani se le mettevano nei capelli non appena veniva fissato un compito… Terrore… terrore più assoluto… paura di prendere un votaccio… eppure penso che per un compito di Matematica la preoccupazione non deve mai essere il voto… forse è l’unica materia in cui il voto numerico con i numeri non ha niente a che fare… sarà pur difficile risolvere quelle paginate di esercizi ma l’ansia di volerli risolvere tutti a tutti i costi no!!!
Da quanto detto è facile capire che sono sempre stata una patita di Matematica… non sempre sono riuscita a risolvere problemi, esercizi, equazioni, ma l’importante per me era provarci e non arrendersi nel momento della difficoltà…l’importante era riuscire ad impostare un ragionamento compiuto… come si dice per una gara o un concorso: l’importante non è vincere, è partecipare…
N° parole: 698
Prof…lo so che sono un po’ troppe… ma non mi può chiedere di parlare di Matematica in 200 parole… per me, che adoro la Matematica, 698 sono anche troppo poche… ne avrei avute cose da dire ancora… Cmq se sono davvero troppe me lo faccia sapere, cercherò di scrivere un post più breve e di addensare il tutto in poche parole!!!